Skillati per la Vita: le soft skill entrano in aula. L’esperienza raccontata dai docenti.

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L’esperienza dei docenti al termine del primo ciclo del percorso.

Con Skillati per la Vita abbiamo riportato i docenti sui banchi a lezione di soft-skills.
Il progetto di allenamento delle intelligenze emotive sviluppato in concomitanza con il percorso internazionale Six Seconds è iniziato a marzo e terminato a dicembre 2021 e ha coinvolto 3 scuole F.I.C.I.A.P. Veneto 

  • Fondazione Casa della Gioventù di Trissino – VI, 
  • Fondazione Enac di Verona e Treviso e 
  • CFP Pavoni di Montagnana PD 

per un totale di 11 professori.

A raccontarci di questa esperienza sono

  • Enrica Pagano, docente di Comunicazione e tecniche di vendita e di Comunicazione e rapporto con il cliente della Fondazione Casa della Gioventù di Trissino – VI e 
  • Matteo Mirandola, docente di Italiano, Storia ed Educazione alla cittadinanza di Enac Veneto Sfp Canossiana di Verona.

Un percorso impegnativo che nasce da un desiderio comune ai nostri docenti: individuare costantemente nuovi percorsi di apprendimento per rendere la didattica sempre più stimolate, coinvolgente e partecipata.

“Il compito degli insegnanti non si esaurisce nel mero trasferimento delle nozioni” ci racconta il prof. Matteo, “Il nostro impegno è di vedere come le informazioni acquisite partecipano nel percorso di crescita e di vita degli studenti, stimolando in loro la curiosità, attivando il cambiamento e trasformando le abitudini”.

Questa conoscenza “costruttiva e profonda” si ottiene quando si crea una connessione emotiva che Skillati per la Vita ha definito in tre fasi (modello M.A.R.):

  • Motivare: creare interesse attraverso dei ganci cognitivi ed emotivi. Questo permette di lavorare sulle conoscenze preesistenti e sviluppare un contesto per un nuovo apprendimento.
    Grazie alla motivazione gli studenti dovrebbero riconoscere il valore della tematica ed essere pronti per qualcosa di più.
  • Attivare: contestualizzare i concetti attraverso le esperienze in tempo reale, così da rendere più reale ciò che poteva essere solo un concetto astratto;
  • Riflettere: sintetizzare il nuovo apprendimento perchè possa diventare un’abilità facilmente replicabile. Alla fine di questa fase, i partecipanti dovrebbero sapere cosa hanno imparato e quale sia l’impegno a metterlo in atto.

“Da molto tempo che ero alla ricerca, insieme a qualche collega, di una modalità di docenza in grado di sviluppare empatia, team working, resilienza, auto-consapevolezza e tante altre competenze relazionali nei nostri ragazzi e, attraverso la modalità M.A.R. di motivare, attivare e riflettere, sperimento nella quotidianità di aver trovato proprio quanto fa al caso nostro.” conclude la prof.ssa Enrica.

Quali sono i temi/aspetti che vi hanno stimolato maggiormente e perchè?

“I temi che mi hanno stimolato maggiormente sono certamente gli argomenti trattati nel corso del progetto, tutti temi affascinanti che fanno parte dei miei ambiti di insegnamento, in quanto docente di Comunicazione e tecniche di vendita e di Comunicazione e rapporto con il cliente. 

Ricevere una proposta di lezioni “già preparate”, da poter personalizzare a seconda dell’esigenza della classe e del momento, mi ha arricchita di una serie di iniziative da poter fare ai miei allievi, certa di non portarli troppo fuori dall’ambito di interesse specifico del campo da esplorare insieme. Sono delle tracce capaci di aiutarli nell’esplorazione della conoscenza che ognuno di loro ha naturalmente dentro se stesso come corredo genetico. 

Infatti, uno degli assunti del percorso è che “ognuno di noi porta dentro di sé tutta la saggezza del mondo” e trovo che percorrere insieme a loro le strade per scoprirla sia un grande privilegio per me docente, oltre ad essere anche una grande responsabilità”, racconta la prof.ssa Enrica

Concorda anche il prof. Matteo: “Interessare alla storia o alla letteratura è più semplice se si riesce a traghettare la lezione attraverso la scoperta, l’esperienza e la contaminazione” ci racconta.

“Nell’ Educazione alla Cittadinanza, poi, quando si discute di concetti socialmente importanti come la diversità, la parità di genere, i pregiudizi e i valori, so di avere un metodo di comunicazione che mi permette di predisporre gli studenti al pensiero critico e costruttivo per predisporre ad un atteggiamento positivo”.

Come avete utilizzato le metodologie apprese in classe o della vostra vita professionale?

I docenti utilizzano quotidianamente le lezioni apprese, riscontrando subito un clima in aula positivo e anche un evidente miglioramento dei voti.

Prevenire i problemi e saper gestire le situazioni di “stress” sono ancor più fondamentali in questo periodo post-pandemico, che a livello relazionale avrebbe potuto creare dei divari.

“Grazie all’allenamento dell’intelligenza emotiva è migliorato anche il senso di appartenenza alla scuola,” rileva la prof.ssa Enrica.

Studenti e studentesse si sentono “più ricchi, più sicuri, più fiduciosi negli altri; andare alla scoperta delle loro emozioni, imparare a nominarle e a navigarle potenzia in loro un senso di adeguatezza, aumenta l’autostima e la consapevolezza dell’importanza dell’errore nel percorso di crescita di ciascuno di noi.”

Imparano ad accogliere gli errori e a non demordere, ad affrontare il cambiamento e la complessità senza particolari timori. 

Gli studenti realizzano che le loro paure sono simili a quelle provate dagli altri e ciò li conforta, li fa percepire meno strani o vulnerabili.

Il futuro di Skillati per la Vita

Il modello Skillati per la Vita si ripeterà anche quest’anno per le scuole e i docenti che vorranno aderire, compatibilmente con i tanti impegni già in calendario.

L’augurio è che l’impegno e l’entusiasmo dei primi partecipanti e i risultati positivi che saranno condivisi durante l’Assemblea dei soci, possano essere un traino per tutti gli Istituti.
Un modello che ci auguriamo aiuti a ridurre il tasso di dispersione scolastica a “vantaggio della trasformazione profonda dei nostri ragazzi, futuri lavoratori. 

Ricordiamo inoltre che l’allenamento all’Intelligenza Emotiva non è solo un modo per crescere sul piano individuale ma anche un ottimo volano per sviluppare le soft-skills richieste oggi dal mondo del lavoro e caldeggiate dall’Agenda Europea 2030.

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