La trasformazione digitale si affronta con le soft skills

Sembra un paradosso, eppure anche la trasformazione digitale si affronta con le soft skills .
A confermarlo è una ricerca condotta dal The Cegos Observatory Barometer 2020 che ha intervistato oltre 2.000 tra manager, impiegati, dirigenti in Italia, Francia, Germania e Spagna per mettere in luce quali sono le competenze più richieste per andare incontro all’evoluzione tecnologica in atto.
La recente pandemia ha mostrato come la scuola professionale abbia dovuto innovarsi velocemente, catapultata come è stata nella sua nuova condizione “da remoto”, fatta di didattica a distanza, i moduli formativi e-learning, le riunioni virtuali.

Anche noi ci siamo ritrovati a dover padroneggiare strumenti ed esigenze diverse, esattamente come è capitato alla maggior parte delle aziende.
Questa situazione chiarisce il motivo per cui le competenze tecniche non possono essere i soli parametri di valutazione per l’ingresso nel mondo del lavoro: l’indagine fa emergere infatti che la capacità di adattamento, la comunicazione e le capacità organizzative (anche da remoto), rivestono un’importanza considerevole, perchè permettono di pianificare ed organizzare in autonomia il tempo in base agli obiettivi da raggiungere.

Le soft skills nei contesti lavorativi

Anche nel mondo del lavoro è interessante il rilievo che la volontà di una formazione continua riveste nel contesto professionale: la capacità di imparare ad imparare e la propensione all’apprendimento sono competenze richieste nel contesto professionale.
In modo non dissimile da quello della scuola, l’azienda richiede ai propri dipendenti di acquisire un profilo di competenze che consenta loro di affrontare con più agilità la trasformazione digitale.
Sarebbe riduttivo credere che bastino le hard-skills, le abilità tecniche, infatti, per adattarsi ad un mondo professionale in costante evoluzione: servono organizzazione individuale, resilienza e ottimismo per adeguarsi alle situazioni in divenire.

Infine, lo spirito d’iniziativa e la creatività sono poco presenti secondo gli intervistati Cegos: imparare ad allenarle è uno dei compiti di cui si può e deve occupare la formazione scolastica.

Per avere professionisti capaci di inserirsi in un mercato di domani, è necessario che sia la scuola a gettare le basi, abbinando allo studio e ai laboratori, la trasmissione della cultura e dell’allenamento delle abilità trasversali e relazionali che risultano imprescindibili nel presente.

Per avvicinare le nostre scuole al tema delle soft-skills abbiamo introdotto Skillati per la Vita, una nuova metodologia didattica  già operativa in alcune delle nostre scuole.
Ne avevamo parlato con Manuel Caviglia, Program Manager di SixSeconds e responsabile dell’Area Education, la divisione che si occupa di apprendimento socio-emotivo nelle nostre scuole.

Leggi la news sull’allenamento delle soft-skills con Six Seconds.

Leggi di più sul metodo Skillati per la Vita

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