L’attività di applicazione pratica presso le istituzioni formative

Sintesi dell’ indagine ANPAL Servizi

L’impresa formativa simulata è la modalità di applicazione del sistema duale preferito dalle scuole professionali.
Lo rileva l’ indagine Anpal Servizi “L’attività di applicazione pratica presso le istituzioni formative” a seguito della sperimentazione duale introdotta già dal primo anno del percorso formativo.

Questa analisi, condotta durante uno scenario di pandemia, diventa ancor più fondamentale per acquisire informazioni utili per garantire l’erogazione di una formazione duale anche a distanza e per preservarne la forte connotazione al lavoro.

L’indagine è stata condotta su 170 Centri di Formazione Professionale e 14 Istituti di scuola secondaria superiore di II grado in 13 regioni attraverso un questionario a risposte chiuse e alcune interviste in profondità, realizzate gruppo di lavoro con 24 Centri di Formazione Professionale appartenenti a 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Marche, Sicilia), per arricchire con elementi qualitativi l’analisi dei questionari.

Le esperienze realizzate si dividono in tre macro-categorie:

  • 54% impresa formativa simulata
  • 30% compiti di realtà
  • 16% impresa formativa vera e propria

I percorsi con attività di applicazione pratica riguardano principalmente tre settori:

  • Settore meccanico (meccanica, produzione e manutenzione macchine, impiantistica),
  • Servizi turistici,
  • Servizi alla persona.

Le 3 macro-tipologie in sintesi

Impresa formativa simulata

L’Impresa formativa simulata è un’impresa virtuale animata dagli allievi.
Prevede il coinvolgimento parziale di una impresa e della simulazione dei processi e/o dei servizi.
Si occupa di realizzare tutti i processi necessari per realizzare una commessa (reale o simulata),  dall’approvvigionamento  fino al rapporto con i clienti.
L’impresa madrina sostiene la formazione con visite, docenze, condivisione del modello organizzativo, fino alla supervisione e valutazione.

Dei 143 questionari analizzati emerge che la quasi totalità delle attività (98%) sono finalizzate all’acquisizione, allo sviluppo e alla valutazione di competenze tecnico professionali specifiche, affiancate per oltre il 70% da attività di sviluppo delle competenze trasversali, connotando l’impresa simulata come una via privilegiata alla motivazione e all’apprendimento.

L’impresa formativa simulata si svolge principalmente all’interno della scuola, con un coinvolgimento prevalente dei docenti delle competenze tecniche professionali (91%) ma anche del coordinatore del corso (86%) e del tutor formativo (87%) e docenti delle compente di base (50%)
Il coinvolgimento del tutor aziendale resta marginale (45%) e presente principalmente nella fase di progettazione dell’attività e nella messa a disposizione di strumenti e attrezzature per gli allievi.

Compiti di Realtà

Come per l’impresa formativa simulata, i compiti di realtà permettono agli allievi di gestire una commessa reale o simulata in maniera autonoma.
Sono attività genericamente limitate al processo produttivo, pertanto questa modalità formativa motiva al lavoro, spostando il focus delle competenze da quelle prettamente tecniche a quelle complementari delle life skills.
Dei 77 questionari analizzati e delle 6 testimonianze la ricerca mostra la prevalenza della funzione professionalizzante dei compiti di realtà, allontanando la formazione base in classe a quella tecnica che si avvale dell’esperienza pratica.
La loro progettazione si svolge all’interno dei CFP lasciando la responsabilità principale ai docenti con competenze tecnico-specifiche.
L’impresa o il tutor aziendali sono mediamente coinvolti nel supporto dell’attività con strumenti e attrezzature per svolgere il compito, contribuiscono a definire gli obiettivi dell’attività pratica ma solo il 9% propone servizi/prodotti da realizzare.

Impresa formativa

I risultati dell’impresa formativa erano stati analizzati con la dott.ssa Salinari di Anpal Servizi .
Questa metodologia di apprendimento rappresenta una vera e propria esperienza lavorativa all’interno di un ambiente tutelato che ricrea un contesto produttivo all’interno dell’’istituzione formativa e coniuga l’apprendimento con la gestione di un’impresa.
Gli studenti svolgono tutti i processi aziendali e producono attivamente beni o servizi che saranno immessi sul mercato.
I risultati dell’indagine svolta su 40 questionari riconduce le attività condotte principalmente per lo sviluppo di competenze tecniche professionali, il 58% usa l’attività per l’acquisizione delle competenze trasversali e il 30% per quelle di base.

L’impresa formativa è quella maggiormente educativa perchè favorisce la collaborazione tra studenti e scuola e permette al corpo docente di intervenire con tempestività in caso di inadeguatezza degli apprendimenti degli studenti.

Le tre tipologie di applicazione pratica del sistema duale evidenziano come lo sviluppo di queste modalità didattiche siano fondamentali per avvicinare i giovani al lavoro per gradi di responsabilità e autonomia idonei alla loro età.

L’impegno di Anpal è di proseguire nell’indagine anche con interventi rivolti ad altri target, così da raccogliere un numero maggiore di informaizoni utili a supportare gli operatori dei CFP nella ridefinizione dei percorsi IeFP al fine di garantire il mantenimento dell’apprendimento duale anche in situazioni di indisponibilità di imprese per svariati motivi.

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