L’intelligenza artificiale è già entrata in classe, spesso prima delle regole: gli studenti la usano per studiare, cercare informazioni e svolgere i compiti mentre i docenti la sperimentano per preparare lezioni e materiali.
La domanda oggi non è più se usarla, ma come usarla bene. E la risposta passa, prima di tutto, dalla formazione di chi insegna.
Cosa prevede l’AI Act europeo
Il punto di partenza è il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689).
L’articolo 4 chiede a chi utilizza sistemi di IA di garantire al proprio personale un “livello sufficiente di alfabetizzazione” sull’intelligenza artificiale. Vale anche per le scuole e i centri di formazione.
Dal 2 agosto 2026 sono entrate in applicazione ulteriori parti del Regolamento ed è partita l’attività di vigilanza. Questa data, che ha generato qualche allarme, non va letta come una scadenza rigida per la formazione dei docenti.
A chiarirlo è stato la stessa Commissione europea che precisa che l’articolo 4 non impone un corso standard, una durata fissa o certificazioni specifiche ma c’è però un impegno concreto, dove ogni scuola deve poter dimostrare che il proprio personale ha le competenze per usare l’IA in modo consapevole e sicuro.
Le indicazioni del Ministero e i fondi disponibili
In Italia il quadro si completa con le linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito (DM 166/2025) che suggeriscono di inserire un piano di formazione sull’IA nel PTOF della scuola.
Le risorse non mancano: il DM 219/2025 ha destinato 100 milioni di euro del PNRR a progetti formativi sull’intelligenza artificiale nelle scuole.
Non solo tecnica: etica, sicurezza, didattica
Formare i docenti sull’IA non significa soltanto insegnare ad usare uno strumento ma capirne il funzionamento, cosa può sbagliare, come proteggere i dati degli studenti e come cambiare il modo di valutare e di progettare le attività.
Nella formazione professionale questo tema ha un peso particolare.
I giovani che escono dalle scuole professionali entrano subito in contesti di lavoro dove l’IA è già presente: in officina, in cucina, nei servizi, nell’amministrazione. I formatori hanno quindi un doppio compito: usare l’IA nella didattica e allo stesso tempo preparare gli studenti a lavorarci accanto.
Su questi temi come FICIAP Veneto ci stiamo lavorando da tempo, anche attraverso progetti europei dedicati ai formatori come STAI – Safe Teaching AI for Instructors ed Empower A.I.bility.
L’obiettivo è lo stesso indicato dalle norme: accompagnare chi insegna a usare l’intelligenza artificiale in modo competente, critico e responsabile.
Perché l’IA, a scuola come nel lavoro, funziona davvero solo quando dietro c’è una persona preparata.