Testo Unico dei Beneficiari: le interpretazioni F.i.c.i.a.p.

Le interpretazioni degli esperti F.I.C.I.A.P Veneto per facilitare le modalità di rendicontazione del Testo Unico Beneficiari

F.I.CI.A.P Veneto ha organizzato un webinar di approfondimento sulle novità introdotte dal TUB, il Testo Unico dei Beneficiari, da utilizzare nell’ambito della programmazione e gestione delle attività finanziate dal Fondo Sociale Europeo FSE in tema di politiche per l’istruzione, la formazione e il lavoro.

La norma è stata affrontata dai nostri esperti nell’ottica di rendere disponibili alcune considerazioni e interpretazioni per facilitare le modalità di rendicontazione espresse nel Testo Unico Beneficiari.

Il risultato del loro lavoro è un documento, condiviso anche con la Regione del Veneto contenente 7 approfondimenti che andiamo di seguito ad elencare.

Semplificare il TUB Testo Unico Beneficiari, le proposte degli esperti F.i.c.i.a.p

  1. Le cariche sociali: è sempre necessario mandare in Regione la richiesta di autorizzazione e i relativi atti.
    Sono da chiarire le autorizzazioni per i lavoratori subordinati.
    Sono da semplificare le procedure per le domande multiple presentati dagli stessi Enti, con le medesime cariche sociali, così da non duplicare gli invii.
    E’ da prevedere la possibilità di un tacito assenso in caso di mancata risposta.
  2. Gli strumenti di pagamento: ogni transazione deve essere accompagnata dal codice CIG e ove obbligatorio il CUP.
    il CUP però non è sempre disponibile, anche perché a volte si tratta di transazioni che insistono su più progetti.
    Sarebbe più snello e trasparente apporre il codice di progetto sulle fatture, così da mantenerne la tracciabilità.
  3. La Comunicazione: è necessario esporre un roll-up contenente le informazioni sul progetto in un luogo facilmente visibile al pubblico.
    Nel caso di Enti che gestiscono progetti multipli, sarebbe più funzionale realizzare un unico roll-up con i loghi corretti come da Vademecum, in cui nel corpo centrale applicare di volta in volta tutte le diverse informative dei progetti in corso.
  4. La Formazione a distanza:è specificata la necessità di dotarsi di sistemi di registrazione dei log-files. Le modalità di invio/conservazione però non sono univoche, pertanto andrebbe indicata una soglia di tolleranza valevole su tutti i progetti rispetto ai tempi di disconnessione degli utenti.
  5. Il Supporto all’inserimento lavorativo: il TUB vuole fornire un matching tra azienda e lavoratore. Questo potrebbe portare gli ispettori a chiedere giustificativi del matching avvenuto, cosa che non sempre è possibile dimostrare. Compito dell’operatore del mercato del lavoro, infatti, è quello di fornire gli strumenti affinché l’utente possa muoversi in autonomia nella ricerca del voro e del contratto.
    La soluzione potrebbe essere presentare il contratto di lavoro come giustificativo dell’attività.
  6. La Variazioni di budget affidate ai partner: vanno preventivamente autorizzate, tuttavia la prassi comune dichiara le quote partner definitive in sede di verifica.
    Questo avviene perchè alcuni progetti sono variabili ed è difficile prevedere i costi.
    Rendere la prassi comune la condizione di legge renderebbe la procedura più snella e trasparente.
  7. Le spese sostenute per il rispetto delle normative in materia di sicurezza: sarebbero da imputare a questo capitolo anche le spese di adeguamento delle procedure Covid.
    Inoltre gli interventi rivolti agli occupati tengono conto del normale orario di lavoro del personale, senza considerare la situazione delle aziende che partecipano in De Minimis.
    Questa prescrizione andrebbe superata anche alla luce della recente apertura da parte della Regione alle attività di FC in de minimis e ai cassintegrati dell’azienda beneficiaria.

Grazie a questi semplici accorgimenti, crediamo che la rendicontazione dei progetti FSE possa diventare più snella, efficace e trasparente.

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