Disabilità: nuovi percorsi nella formazione scolastica

Le proposte di innovazione F.I.C.I.A.P. per le Scuole Professionali

Da sempre siamo impegnati in prima linea per promuovere percorsi didattici finalizzati ad una maggior inclusione sociale delle persone fragili.
Siamo fermamente convinti, infatti, che solo attraverso la partecipazione e il coinvolgimento sia possibile superare il pregiudizio sociale legato al mondo della disabilità.
Le attività condotte in questi anni ci hanno permesso di dare voce alle potenzialità di ogni persona attraverso il valore educativo del lavoro, senza dimenticare il fondamentale apporto della rete delle famiglie e dei servizi del territorio.

Oggi l’esperienza maturata ci permette di individuare nuove proposte progettuali affinché l’inclusione delle persone fragili sia al centro di una radicale trasformazione culturale.

Per farlo riteniamo che si debba inserire il tema della disabilità all’interno di un panorama più ampio, che includa un progetto di vita allargato, che inizi dalla scuola media e accompagni le persone fragili in tutte le scelte scolastiche successive fino all’inserimento lavorativo nell’età adulta.

Se fino ad oggi il nostro impegno si è concentrato sull’abbattere le barriere presenti nei diversi contesti, oggi più che mai è necessario annientare le barriere culturali, quei limiti inconsci e mentali che si nascondono nel linguaggio, nelle abitudini, nei pregiudizi sociali, nelle scelte politiche.

Le nostre proposte sono finalizzate a questo: a superare le divisioni culturali esplorando nuovi  strumenti e nuovi percorsi che facilitino la partecipazione sociale.

 

L’importanza dell’inclusione lavorativa nei soggetti fragili

L’inclusione lavorativa è il primo grande tema che come Scuole di Formazione Professionale dobbiamo affrontare: siamo noi infatti i veri protagonisti di questo cambiamento e del suo sviluppo, attraverso l’individuazione di nuove vie di innovazione.

La formazione professionale garantisce l’inclusione quando permette ai soggetti fragili di vivere la normalità, con la libertà di apprendere e fare esperienze insieme agli altri.

La proposta di rinnovamento che F.I.C.I.A.P. Veneto vuole attuare, prende in considerazione lo stato dell’arte dell’attuale formazione professionale e individua 4 temi fondamentali su cui intervenire.

  1. Avviare percorsi di orientamento specifici per studenti con disabilità in ingresso ed uscita non solo dai percorsi della IeFp ma anche della scuola media superiore.
  2. Introdurre attività di potenziamento dell’apprendimento per gli studenti con disabilità inseriti nei percorsi di tipo A – che attualmente non sono previsti
  3. Certificare le competenze per gli studenti con disabilità inseriti nei percorsi di tipo B con due diverse tipologie di qualifica:
      • la qualifica EQF2 per studenti con profili che non permettono di raggiungere gli standard minimi previsti dallEQF3;
        Si tratta di uno strumento capace di certificare la capacità dello studente disabile di  svolgere attività lavorative in autonomia, sotto supervisione di un tutor.
        Questo permetterebbe di includere negli inserimenti lavorativi tutti quegli allievi che oggi non sono ammessi in quanto non in grado di assumersi la responsabilità per il completamento delle attività nel lavoro e adeguare il proprio comportamento alle circostanze nel risolvere problemi”
      • la qualifica EQF3 per studenti che attraverso contesti adattati ed accomodamenti ragionevoli permettono un pieno sviluppo.
  4. Percorsi di formazione continua. Si tratta di attivare percorsi biennali pre-lavorativi” per studenti di 16-22 anni che prevedono la formazione in aula e il tirocinio in azienda (per chi è idoneo ad essere inserito in azienda con contratti di apprendistato) o inserimento nellimpresa formativa di transizione lavoro per chi ha maggiori difficoltà. 
    Limpresa formativa di transizione lavoro sarà gestita da uno specialista del settore di riferimento affiancato da un tutor e/o un educatore psicologo per lo sviluppo delle competenze trasversali.
    A conclusione del percorso biennale, allo studente sarà rilasciato un dossier sulle competenze acquisite. 
    I percorsi biennali dovranno essere gestiti in collaborazione con il collocamento mirato e con il SIL (Servizio di Inserimento Lavorativo) in unottica di presa in carico totale della persona e finalizzato ad un concreto accompagnamento nella fase di inserimento lavorativo.

Il modello individuato permetterà di fotografare in maniera puntuale lo stato della situazione del rapporto disabilità/scuola/lavoro.
Da un lato permetterà di monitorare il tasso di dispersione scolastica degli alunni con disabilità, stimolando gli allievi a proseguire negli studi.
Dall’altro si concentrerà a migliorare quantitativamente e qualitativamente l’inserimento nel mondo del lavoro.

Infatti, in sinergia con Veneto Lavoro, si potranno:

  • analizzare i contesti lavorativi e gli spazi di inclusione lavorativa nelle imprese del Veneto;
  • prevedere attività di promozione di inserimento lavorativo delle persone con disabilità anche in posizioni lavorative medio-alte;
  • Snellire le tempistiche, monitorando il tempo che intercorre tra l’iscrizione allufficio categorie protette e l’inserimento lavorativo.

Il nuovo modello, infine, prevede di standardizzare i processi: condividendo schede, strumenti e documenti con tutti gli attori coinvolti si potrà concorrete uniti nel progetto di vita dellallievo.

Un passo in avanti che ci sembra fondamentale intraprendere subito.

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