Il Veneto crea occupazione, ma riesce ancora a trattenere i giovani?

18 Maggio 2026

Il Veneto continua a essere una delle regioni italiane con il mercato del lavoro più solido.
Nel 2025 il tasso di occupazione raggiunge il 69,3%, mentre la disoccupazione resta al 3,5%, livelli considerati tra i più bassi del Paese.
Eppure, dietro questi numeri positivi, emerge una domanda sempre più centrale per il futuro del territorio: il Veneto riesce ancora a costruire opportunità capaci di trattenere i giovani?

Perché oggi il tema non riguarda soltanto il numero di posti di lavoro disponibili, ma la qualità dei percorsi che collegano scuola, formazione e futuro professionale.

Il lavoro cambia. E cambia anche il modo di prepararsi al futuro

Il report “Statistiche Flash” della Regione Veneto descrive un mercato del lavoro attraversato da trasformazioni profonde: innovazione tecnologica, invecchiamento della popolazione attiva, nuovi bisogni professionali e crescente richiesta di competenze trasversali.

In questo scenario, formazione e occupazione non possono più viaggiare separate. Ed è proprio qui che il sistema veneto dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) assume un ruolo sempre più strategico. I percorsi di formazione professionale coinvolgono ogni anno circa 20.000 giovani e rappresentano uno degli strumenti principali per contrastare la dispersione scolastica e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.

La formazione professionale come ponte tra giovani e imprese

Negli ultimi anni il Veneto ha investito in modo significativo nel sistema duale e nella formazione professionalizzante. Solo nel 2025 la Regione ha approvato oltre 38 milioni di euro per sostenere i percorsi IeFP e il sistema duale, finanziati attraverso PNRR e Programma GOL.

L’obiettivo è chiaro:

  • ridurre il mismatch tra scuola e mercato del lavoro
  • rafforzare le competenze tecniche e digitali
  • creare collegamenti più concreti tra imprese e giovani
  • contrastare l’abbandono scolastico
  • accompagnare i ragazzi verso una specializzazione professionale

Secondo il Presidente Stefani e l’assessore regionale all’Istruzione Valeria Mantovan, il sistema IeFP rappresenta “un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, scuole e imprese”. – Approfondisci

Il vero rischio non è la mancanza di lavoro. È la perdita di competenze

Il report regionale mostra infatti un altro fenomeno importante: il Veneto continua ad attrarre studenti, anche internazionali, ma molti giovani qualificati scelgono poi di costruire il proprio percorso professionale altrove. E la questione non riguarda solo i laureati.

Sempre più imprese venete segnalano difficoltà nel trovare figure tecniche qualificate, soprattutto nei settori manifatturieri, tecnologici, logistici e specializzati. Ed è qui che la formazione professionale può diventare decisiva.

Perché oggi le aziende cercano sempre più titoli di studio con competenze operative, capacità di adattamento, familiarità con tecnologie e processi produttivi.

Formazione tecnica e territorio: una sfida culturale

Per anni la formazione professionale è stata raccontata come una scelta secondaria rispetto ai percorsi liceali o universitari, oggi, invece, il contesto produttivo veneto ha cambiato direzione.

Industria, artigianato evoluto, meccatronica, impiantistica, logistica, agroalimentare e servizi digitali richiedono figure sempre più specializzate e difficili da reperire.

Secondo i dati INAPP, il Veneto è tra le regioni italiane con il maggior numero di giovani coinvolti nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale.

Un dato che racconta non solo una necessità occupazionale, ma anche una trasformazione culturale: il lavoro professionale torna a essere percepito come un percorso concreto di crescita e specializzazione.

La sfida dei prossimi anni: costruire futuro, non solo occupazione

Con un Veneto che continua a trainare l’economia nazionale e creare nuovi posti di lavoro, la capacità dei prossimi anni sarà di costruire percorsi capaci di dare continuità, competenze e prospettive alle nuove generazioni. Per questo la formazione professionale non è più soltanto una risposta educativa, ma una delle infrastrutture strategiche del territorio.

Perché trattenere i giovani significa creare connessioni più forti tra scuola, imprese, innovazione e comunità. E forse oggi la domanda più importante non è quanti posti di lavoro ci siano, ma quanto il Veneto riesca ancora a far immaginare ai giovani il proprio futuro qui.


Leggi altre news