Il Veneto perde lavoratori, la risposta nella formazione professionale

12 Settembre 2025

Roncarà, Forma Veneto “Ogni anno settemila studenti escono dalle nostre scuole. Il 90% trova occupazione subito. La formazione professionale non è un ripiego ma uno sbocco per il mondo del lavoro”

Entro il 2029 a Verona ci saranno 60mila lavoratori in meno, 291mila in Veneto. Dalle Scuole di Formazione e Istruzione Professionale ne escono ogni anno circa 7mila al terzo e quarto anno. L’85% dei primi e il 90% dei secondi trova occupazione subito. Roncarà: “Non è un ripiego ma uno sbocco sicuro per il mondo del lavoro. Stiamo lavorando affinché Regione Veneto confermi il suo grande impegno verso il nostro settore”. 

Sono dati di qualche giorno fa, elaborati dalla Cgia di Mestre sulla base della periodica elaborazione realizzata dal Sistema Informativo Excelsior

Entro il 2029 Verona perderà oltre 60 mila lavoratori, il 14 per cento del totale. 
Il manifatturiero è il settore più colpito. Il pensionamento il motivo principale. 
291 mila lavoratori saranno quelli da rimpiazzare in tutta la Regione Veneto

E se da solo il ricorso alla manodopera straniera non può essere sufficiente, una risposta importante al problema, in termini di numeri, potrebbe arrivare dalle Scuole di Formazione Professionale regionali

L’istruzione e Formazione Professionale – IeFP -è sicuramente parte della risposta a questo fabbisogno”, spiega Matteo Roncarà, Presidente di Forma Veneto, associazione regionale senza scopo di lucro, costituita da enti (Salesiani, ENAIP, FICIAP, DF, FEDFROM.. ) che operano nella formazione professionale, nell’orientamento, nella promozione sociale e nelle politiche attive del lavoro. 

Il sistema in Veneto ogni anno accoglie nelle 90 scuole 20.000 ragazzi, ne escono normalmente ogni anno oltre 6.000 al terzo e quarto anno”. 

E le percentuali di chi trova lavoro sono altissime. 

“Abbiamo delle statistiche che ci dicono che l’85% dei nostri ragazzi trova occupazione dopo il terzo anno e oltre il 90% dopo il quarto anno di diploma professionale”, spiega Roncarà. “Quindi nonostante il fatto che spesso la Istruzione e formazione professionale venga vista come un ripiego per chi ha difficoltà, la realtà è che il successo formativo e l’inserimento occupazionale sono molto alti”. 

“Se avessimo il doppio degli iscritti -dice Roncarà- non avremmo difficoltà ad inserirli nel mondo del lavoro”. 

Visti i numeri e le previsioni occupazionali future, sarebbe forse il caso di considerare la Formazione e Istruzione Professionale senza pregiudizio. 

C’è poi un altro dato interessante. 
La crisi demografica si sta facendo sentire nei numeri in tutte le scuole. 
Ad esserne escluse, per il momento, sono proprio quelle dedicate all’Istruzione e Formazione Professionale. 

Come mai? 
Chiaramente qui è difficile dare una risposta scientifica” – spiega Roncarà- “ma credo che il motivo sia sempre legato al fatto che il nostro è il segmento di scuola abituato a gestire gli studenti più in difficoltà con la dimensione teorica dell’istruzione. Negli ultimi anni il numero di questi ragazzi è aumentato in modo sensibile, ed è probabilmente per questo che noi non abbiamo subito un calo delle iscrizioni legato alla denatalità”. 

Le professionalità che escono coprono sostanzialmente tutti gli ambiti professionali, attraverso le 22 qualifiche professionali ed i 21 titoli di diploma disciplinati dall’accordo Stato-Regioni. 

Le richieste di professionalità sono alte in molti settori: da metalmeccanico all’automotive, dai servizi informatici a quelli d’impresa, ma anche ristorazione, accoglienza turistica e benessere (acconciatura ed estetica). 
“Sicuramente c’è bisogno di vedere confermato l’impegno che in questi anni la Regione ha dato al settore. Il Veneto è tra le regioni che ha messo nel sistema più risorse proprie accanto a quelle nazionali e comunitarie. Un impegno che va mantenuto e adeguato agli standard europei. Oggi questo è uno dei temi che stiamo cercando di porre all’attenzione della campagna elettorale”. 

“La partenza di quest’anno scolastico si preannuncia positiva”, dice Roncarà. “C’è la novità di molti percorsi inseriti nella sperimentazione ministeriale del 4+2, con la possibilità di accesso diretto agli ITS (i percorsi biennali di specializzazione tecnica terziaria) e potenzialmente alla maturità”. 

[Comunicato Stampa]


Verona Economia

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