Dispersione scolastica in calo: in Veneto la formazione professionale consolida il suo ruolo strategico

13 Aprile 2026

Secondo l’ultima rilevazione di ISTAT, nel 2025 il tasso di dispersione scolastica in Italia (ELET – Early Leavers from Education and Training) si attesta all’8,2%, in miglioramento rispetto gli anni precedenti

I dati pubblicati da ISTAT sulla dispersione scolastica (ELET – Early Leavers from Education and Training) restituiscono un quadro in miglioramento per l’Italia, con un tasso che nel 2025 scende all’8,2%.
Un risultato che supera con anticipo gli obiettivi europei fissati da Agenda 2030 e che conferma una tendenza positiva avviata negli ultimi anni.
Se il dato nazionale è incoraggiante, è nei territori che questo cambiamento prende forma concreta.
E il Veneto rappresenta uno dei contesti più significativi da osservare.

Perché questi dati sono rilevanti per il nostro sistema formativo

La riduzione della dispersione scolastica rappresenta un indicatore chiave della capacità di un sistema educativo di trattenere gli studenti nei percorsi formativi, offrire alternative efficaci e rispondere a bisogni diversi

Il dato è incoraggiante e va inteso come un cambiamento strutturale che riguarda l’organizzazione stessa dell’offerta formativa.

Il questo scenario, il Veneto rappresenta uno dei contesti più strutturati in Italia per quanto riguarda la formazione professionale, grazie a una rete consolidata di enti, a un forte legame con il sistema produttivo e a un’offerta formativa costruita sui fabbisogni del territorio.

Il valore della formazione professionale nella riduzione della dispersione

I dati ISTAT confermano una direzione chiara: contrastare la dispersione scolastica significa anche offrire percorsi alternativi, credibili e motivanti.
La formazione professionale intercetta proprio questa esigenza, grazie ad ambienti di apprendimento e laboratori concreti e operativi e un maggior ingaggio degli studenti attraverso attività all’avanguardia.
Un approccio che consente di riportare al centro il senso dell’apprendere, soprattutto per quei giovani che faticano a riconoscersi nei modelli più tradizionali.

Innovazione didattica: una leva già attiva nel territorio

Nelle nostre scuole l’innovazione è una pratica già avviata da qualche anno, grazie a partnership e reti che ci permettono di sperimentare l’uso di tecnologie immersive e ambienti di simulazione, modelli didattici ibridi tra aula e contesto lavorativo e percorsi sempre più personalizzati
Un’evoluzione che rende la formazione professionale sempre più capace di anticipare i cambiamenti.

Aspetti già presenti nel nostro Position Paper, il nostro documento sulla nostra visione strategica per le IeFP che prevede inoltre
• il riconoscimento pieno della formazione professionale come parte integrante del sistema educativo
• il rafforzamento dei percorsi 4+2 e della filiera tecnico-professionale
• il sostegno all’innovazione didattica e tecnologica
• il consolidamento del rapporto con il mondo del lavoro
• l’attenzione all’inclusione e al contrasto alla dispersione
Un documento nato dal confronto tra enti, territori e sistema produttivo, che restituisce la maturità di un comparto capace di leggere i bisogni reali.

Le sfide ancora aperte

Il calo della dispersione scolastica rappresenta un risultato importante, ma soprattutto una responsabilità.

Accanto ai risultati positivi, infatti, risulta evidente la necessità di continuare a lavorare su alcuni fronti, in particolare:
• il divario legato agli studenti con background migratorio
• l’orientamento precoce
• la valorizzazione culturale della formazione professionale

Temi che richiedono un approccio integrato e una visione di lungo periodo, in cui la formazione professionale si conferma essere una componente essenziale per la sua capacità di contribuire in modo concreto allo sviluppo del territorio.

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